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I giardini di Venezia

testo Laura Hierche

 

Il primo sguardo su Venezia ci abbaglia con la sua molteplicità di canali, calli e palazzi che s'intrecciano l'uno con l'altro. Ma pochi sono gli spazi verdi sul quale il nostro sguardo si pone. Come in tante altre cose, Venezia è come una fanciulla civettuola che nasconde alla vista dei suoi ammiratori sconosciuti ogni sue bellezze.

Raramente ci permette di scoprire uno dei suoi lati più poetici: i suoi giardini segreti. Fanno parte della sua intimità. Si annidano dietro le facciate dei palazzi, dietro le mura di recinto delle dimore da dove emergono solo le cime dei loro alberi, gelosamente nascosti agli sguardi indiscreti. Solo un fine intenditore di Venezia sa come sbirciare nei loro interni da un cancello che dà sull'acqua o su una calle. Solo chi ama osservare ogni dettaglio, alzare gli occhi verso il cielo e vedere un albero che ne tradisce l'esistenza, oppure osservare a destra e sinistra nei luoghi in apparenza più insignificanti arriva a carpirne la loro presenza... Un' altra soluzione è di arrampicarsi in alto di un campanile per cercare di fare concorrenza agli uccelli, unici abitanti di questa città che conoscono ogni suoi reconditi angoli. Taluni rari si affacciano sul Gran Canal protetti da candide balaustre di pietra d'Istria, forse gli unici dove la vanità ha avuto il sopravvento, per la gioia dei nostri occhi...

 

                                                                                              (foto: Laura Hierche)

La tradizione dei giardini a Venezia e sulla laguna risale persino alla sua stessa creazione, sicuramente per necessità in origine. Venezia doveva essere assolutamente indipendente e autosufficiente in caso di guerre, non necessitare della terraferma. I suoi primi giardini furono dunque degli orti con il loro angolo fiorito. Difatti il giardino alla veneta non include divisioni tra giardino decorativo ed orto bensì una continuazione assoluta di ambedue. Oggi sopravvivono soltanto gli orti dei conventi che fanno parte della vita stessa di clausura, oltre agli orti dell'isola di Sant'Erasmo che alimentano da sempre il mercato di Rialto ed i fruttivendoli della città.

Accanto a loro, Venezia essendo stata sempre profondamente affascinata da Bisanzio e dall'Oriente, numerosi sono i giardini bizantini con il loro pozzo centrale, i loro pergolato dove rilassarsi all'ombra, e le loro misure più contenute che le fanno sembrare piccoli scrigni avvolti dalla fastosità architettonica dei palazzi che le racchiudono. 

Se non sono giardini veri e propri, sono giardini sospesi su terrazze o su altane appese sopra i tetti su armature in legno, che, tale un secondo salotto sotto le stelle carezzati dalla brezza, sono i luoghi ideali per prendere il fresco di sera durante i mesi di gran caldo.

Con lo scorrere dei secoli, non fu più necessario questa totale autonomia dalla terraferma. Anzi Venezia allargò i suoi possedimenti oltre la laguna, e, essendo spesso in contatto con le corti straniere ed in particolare con la Francia, si sviluppo sempre di più una passione per il giardino puramente ornamentale. Poco a poco giardini veneziani si alternarono a giardini alla francese, giardini esotici o giardini all'inglese.

Con la caduta della Serenissima e la venuta di Napoleone, apparvero i giardini pubblici, come i giardini di Castello, oggi sede della Biennale. Con poi l'arrivo degli austriaci che tempestarono la popolazione di tasse e misero le ricche famiglie in ginocchio, numerosi furono i giardini creati su palazzi distrutti in modo di non pagare ulteriori tasse sulla proprietà.

Infine, ai nostri tempi, ulteriori giardini furono creati dai grandi nomi dell'architettura come il giardino della Biblioteca Querini Stampalia su disegno di Carlo Scarpa.

I spazi verdi a Venezia non furono dunque mai trascurati e tuttora ancora sono amorevolmente e gelosamente conservati dai Veneziani. A volte è anche possibile visitarne alcuni per gentile concessione dei proprietari che ne svelano a comitive ristrette le meraviglie, ma soltanto sotto la tutela dei loro custodi per eccellenza che le amano, le disegnano e le restaurano. (per maggior informazioni...)

 

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