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Perché è nata Venezia

testo Laura Hierche

 

Una distesa d'acqua costantemente in balia delle maree che spesso nascondono insidiose secche, un gruppo di isole così piccole che occorre bonificarle, nessun collegamento con la terraferma oltre la via acquea (i lunghi ponti che collegano Venezia, Chioggia e Jesolo alla terraferma furono costruiti recentemente).

Eppure l'ostilità di questi luoghi è diventata la culla di una delle più famose e potente città d'Europa. Perché una tale scelta?

Per rispondere, bisogna risalire molto in dietro nel tempo, alla fine dell'impero romano, quando l'Italia si trovò invasa dai popoli barbari. A quel epoca, sulla laguna viveva una popolazione poco numerosa di pescatori e raccoglitori di sale.

James Holland (1800-1870, Inghilterra)

Vista della laguna

Ben presto, dal quinto secolo in poi, gli abitanti delle vicine città della terraferma si resero conto che l'unico rifugio sicuro dalle continue invasioni che subivano di continuo erano proprio queste isolette, in quanto i popoli barbari del Nord non conoscevano la laguna e non sapevano come attuare un combattimento navale su una distesa acquatica molto diversa da quella del mare. Se possedevano imbarcazioni in grado di solcare le onde degli oceani, non sapevano invece quale usare su fondali così insidiosi, a volte poco profondi, e mutevoli ore per ore a causa delle maree. Difatti ancora tutt'ora la navigazione in laguna è una navigazione tutta a sé i cui segreti sono noti soltanto ai suoi abitanti.

Quando queste invasioni non furono pił attuate soltanto a scopo di depredazione, ma diventarono la prima mossa per insediarsi  nei territori conquistati, cominciò la vera e propria creazione di Venezia. Non si trattava più di rifugiarsi provvisoriamente aspettando la fine della "tempesta" per dopo ritornarsene a casa, bensì di prendere la decisione univoca di trasferirsi definitivamente, famiglia, animali, armi e bagagli, persino statue e monumenti, per perpetuare la storia della propria città in un nuovo luogo e ricominciare tutto da capo.

Un luogo tanto ostile quanto ospitale. Ostile perché non era facile di ricreare le condizioni di lavoro della terraferma in spazi più esigui e spesso paludosi. Ospitale perché offriva, oltre la pesca, una ricchezza naturale introvabile in terraferma, così grande da essere chiamata oro bianco: il sale. Ostile perché non era facile navigarci e fare i conti con i capricci delle maree, ma ospitale perché non appena capito il meccanismo, era proprio questa ostilità che lo rendeva sicuro per chi ci abitava. Era un immenso porto con una fortificazione naturale quasi inattaccabile: le sue acque, le mura invisibile di Venezia. Difatti non fu mai circondata da mura paragonabile a quelle delle altre città medievale.

Presto questi pregi divennero la ragione per sviluppare un intenso commercio marittimo con sede in laguna. La potenza marittima di Venezia era nata...

In seguito i sviluppi della storia cambiarono spesso il corso amministrativo e politico di Venezia. Ma il primo passo verso la creazione di una delle più potente repubbliche del mondo mediterraneo era stato compiuto....

 

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